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200 In Equipaggio – 2010: un veneziano a bordo di E1
Avrei dovuto partecipare alla 200x2 Lombardini Cup con un amico velista inglese e la mia ATAME! Fast 42 varato lo scorso anno, che però ha disalberato di ritorno dalla Rolex Middle Sea Race e non era pronto. Che fare? La regata non potevo mancarla e ho chiesto agli organizzatori se c’era qualcuno dei partecipanti che offriva imbarchi. Sono stato fortunato, grazie ad un paio di telefonate e al mio inglese (sono italo-australiano) sono riuscito ad imbarcarmi su E1, un Vo70.
Pochi istanti dopo che Silvia mi aveva comunicato che avrei potuto far parte dell’equipaggio mi sono posto 2 semplici domande: cosa sarei stato capace di fare a bordo e se la barca fosse competitiva ed in ordine. Gli errori non li racconto, rimangono segreti nostri, ma le qualità del “mostro” sono impressionanti. La più sorprendente di queste è che anche con poco vento non si ferma! Ecco perchè siamo risaliti da Sansego anche a 3, 4 nodi ma non siamo mai stati fermi, la chiamata verso il mare aperto seguiva la logica del vento. Non abbiamo mai avuto oltre 16 nodi e le vere potenzialità dello scafo non si sono espresse, però l'onda di poppa era sempre liscia, mai una turbolenza. Insomma Farr ha disegnato un purosangue perfettamente solido: non c'e' un rinforzo in tutto lo scafo, anche dopo due giri del mondo! Esistono ancora i “gentlemen sailor” ed Aegyd Pengg di E1 e' uno di questi, gli sono grato per avermi accolto a bordo come uno di loro.
Ha deciso di partecipate con questa astronave con un gruppo di amici, tra cui solo tre professionisti, per il piacere di farlo. Il VO70 è una barca giusta anche per l'altura, può essere il principe dell'adriatico, dopo la 200 stanno pensando alla 500, ormai regate internazionali. Per me è stato un onore cambiare 12 volte di notte 400 mq di vele per volta, anche dare consigli di tattica e' stato superlativo, ma far correte questo mostro sempre anche con 4 nodi di vento... Siamo stati bravetti. Ci mancavano i 20 nodi costanti per volare davvero, ma un'esperienza come questa lascia il segno, meno chiacchiere e più vela! Dimenticavo! Il record lo abbiamo centrato e lo terremo stretto per un pò. Però almeno 2 ore sono state lasciate in mare, per giusta rilassatezza e per dare l’opportunità anche ad altri in futuro... Grazie a tutti
Beppe Bisotto - E1 |
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200 In Equipaggio 2010: Mucillaginerosa
Grande soddisfazione per Mucillagine Rosa, che ancora una volta si distingue alla 200, tagliando la linea di arrivo terza in overall e seconda di classe, dietro al Felci 61, Alu, e al Vo 70 dell’austriaco Aegyd Pengg, nuovo detentore del record di percorrenza, strappato all’imbarcazione di Renzo Sandrin. Questa edizione della 200 Lombardini Cup è stata una bellissima esperienza anche per l’equipaggio, per il 60% femminile, parte del quale alla sua prima “lunga”. Da casa ci hanno seguiti grazie ai rilevatori satellitari installati sulle imbarcazioni e hanno potuto per la prima volta appassionarsi alle strategie di regata. “Siamo partiti in testa, e abbiamo preso subito un buon passo sugli avversari, malgrado il vento debole”- così l’armatore Sandrin – “provando l’ebbrezza, prima di Grado, di un repentino recupero sul Vo70, passato nel frattempo al comando della flotta”.
Tutta la regata è stata caratterizzata da un vento sostenuto, che ha consentito al Cori 52, con a bordo anche Andrea Boscolo, una lunga discesa di gennaker fino a Sansego, girata in piena notte, e una risalita di bolina, sempre con vento tra gli 8 e i 16 nodi, cercando di leggere il campo di regata, per sfruttare al meglio le condizioni del mare e la rotazione del vento. A bordo il clima è stato di grande affiatamento, fare una lunga è un’esperienza totale: la tensione della strategia è costante, ma c’è anche il tempo per parlare, raccontarsi, vivere il mare e la natura. Lungo la rotta abbiamo avuto la fortuna di trovare un branco di delfini, che ci ha seguiti per parecchie miglia, giocando con la prua di Mucillaginerosa e i suoi spruzzi. Abbiamo incontrato anche le tartarughe marine e assistito a tramonti mozzafiato come solo in barca possono essere, perché la 200 è anche questa magia. Una regata che abbiamo vissuto in barca, ma anche a terra, sia nel cementare il gruppo, sia dedicando la giusta attenzione alla preparazione della barca, e alle sue dotazioni di sicurezza, complice la fresca partecipazione di alcuni membri dell’equipaggio ai corsi di sopravvivenza in mare. Per tutti, dunque, un “innesto” ben riuscito nell’equipaggio, che ci fa dire ancora una volta che non mancheremo alla prossima edizione!
Anna Giacomello - MUCILLAGINEROSA
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200 In Equipaggio 2010: Mucillaginerosa
Grande soddisfazione per Mucillagine Rosa, che ancora una volta si distingue alla 200, tagliando la linea di arrivo terza in overall e seconda di classe, dietro al Felci 61, Alu, e al Vo 70 dell’austriaco Aegyd Pengg, nuovo detentore del record di percorrenza, strappato all’imbarcazione di Renzo Sandrin. Questa edizione della 200 Lombardini Cup è stata una bellissima esperienza anche per l’equipaggio, per il 60% femminile, parte del quale alla sua prima “lunga”. Da casa ci hanno seguiti grazie ai rilevatori satellitari installati sulle imbarcazioni e hanno potuto per la prima volta appassionarsi alle strategie di regata. “Siamo partiti in testa, e abbiamo preso subito un buon passo sugli avversari, malgrado il vento debole”- così l’armatore Sandrin – “provando l’ebbrezza, prima di Grado, di un repentino recupero sul Vo70, passato nel frattempo al comando della flotta”.
Tutta la regata è stata caratterizzata da un vento sostenuto, che ha consentito al Cori 52, con a bordo anche Andrea Boscolo, una lunga discesa di gennaker fino a Sansego, girata in piena notte, e una risalita di bolina, sempre con vento tra gli 8 e i 16 nodi, cercando di leggere il campo di regata, per sfruttare al meglio le condizioni del mare e la rotazione del vento. A bordo il clima è stato di grande affiatamento, fare una lunga è un’esperienza totale: la tensione della strategia è costante, ma c’è anche il tempo per parlare, raccontarsi, vivere il mare e la natura. Lungo la rotta abbiamo avuto la fortuna di trovare un branco di delfini, che ci ha seguiti per parecchie miglia, giocando con la prua di Mucillaginerosa e i suoi spruzzi. Abbiamo incontrato anche le tartarughe marine e assistito a tramonti mozzafiato come solo in barca possono essere, perché la 200 è anche questa magia. Una regata che abbiamo vissuto in barca, ma anche a terra, sia nel cementare il gruppo, sia dedicando la giusta attenzione alla preparazione della barca, e alle sue dotazioni di sicurezza, complice la fresca partecipazione di alcuni membri dell’equipaggio ai corsi di sopravvivenza in mare. Per tutti, dunque, un “innesto” ben riuscito nell’equipaggio, che ci fa dire ancora una volta che non mancheremo alla prossima edizione!
Anna Giacomello - MUCILLAGINEROSA
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200 In Equipaggio 2010: Treviso New Light
Vincere la 200 nella classe G34 è stata una grande emozione. Solo due anni fa era un sogno parteciparvi. Ci siamo preparati con scrupolo, anche perchè regatando con una barca non nostra abbiamo potuto prenderne possesso solo pochi giorni prima e il trasferimento da Sistiana è stata la sola occasione di allenamento. Quali sono stati i fattori per partecipare in forma e vincere?
Una buona preparazione fisica e psichica. Un'attenta organizzazione. Un grande equipaggio. Ci siamo preparati bene atleticamente, anche grazie alla specifica preparazione pre-velistica al Bobadilla. Abbiamo gestito attentamente la programmazione, non trascurando nessun dettaglio, studiando un'adeguata cambusa pensando di non avere cucina a bordo. Il team si è ritrovato due settimane prima per un briefing finale a casa di Sandro, ottima occasione per cenare assieme e degustare i frutti di stagione: asparagi verdi di Mirano.
In quell'occasione ci siamo divisi i compiti: Andrea cambusa, Sandro strumenti di navigazione, Paolo strumenti di rilevazione e cassetta di pronto soccorso, Luca life-line, Filippo rapporti con CNSM, BoB iscrizione e rapporti con sponsor.
Nella serata sono stati anche confermati i ruoli a bordo: Andrea 1° timoniere, Sandro drizzista, Paolo tailer, Luca, tailer e 2° prodiere, Filippo bowman, BoB randista e 2° timoniere. La sera prima della regata dormiano tutti a Caorle, e dopo il briefing a Porto ci cuciniamo un ottimo piatto di bigoi e mazzancolle.
E siamo alla partenza, lenta, ma subito al lasco e ultimi di classe al cancello di Caorle. Poi su per 75° di PB e recupero fino a Grado dopo siamo secondi dietro a Conegliano. Dopo la boa salutiamo Leandro e Beppi che ci hanno simpaticamente accompagnati fin là. E giù verso l'Istria in un lungo duello con Conegliano, culminato in un tentativo di sorpasso sopravento, con orzata al limite di Conegliano che pur di non farci passare lascia la giusta rotta. E siamo al tramonto, giù sotto Rovigno, ma siamo primi, perchè in un cambio di vento abbiamo sorpassato Conegliano. Cena a base di riso integrale, mangiata in falchetta per 4 e a turno per chi è in pozzetto. Davanti c'è la notte e il Quarnaro, con previsioni di rinforzo fino a 25 n. Rotta 120°-125°, velocità 10-11 n e il Giro va. Noi siamo attenti a rispettate i turni e a tenere la barca ben equilibrata e veloce.
All'alba siamo a Sansego: Conegliano è dietro a 30': via radio ascoltiamo il suo passaggio a Sansego.Ci rilassiamo brevemente sotto l'isola apprezzando i profumi silvestri che giungono dall'isola. Ma non c'è tempo per distrarsi, perchè la rotta verso Nord è impegnativa con andatura di bolina. Il Giro si inpenna e vola a 6 n, pur con onda formata. Conegliano cade in un buco di vento sotto l'isola e si allontana. Il passaggio al faro di Porer è salutato con entusiasmo, ma nessuno osa fiatare sapendo che la strada per il traguardo è ancora lunga. Ed infatti Conegliano è la dietro e viene su più veloce. Davanti ci sono minacciosi temporali e tutto potrebbe succedere. Noi siamo già fermi e Conegliano è oramai a 1 miglio. Ed ecco il nostro unico errore: incertezza in una strambata e il gennaker si avvolge intimamente allo strallo del fiocco. Siamo disperati: ma Luca e Filippo sgrovigliano il gennaker e come d'incanto Conegliano è ancora dietro. Il vento gira a SW e ci permette di prendere rotta 320°, mentre Conegliano inspiegabilmente va verso terra. Papagallo ci dirà dopo che le previsioni davano bonaccia in mezzo al mare e brezza da terra. Ma noi seguiamo il nostro istinto e Conegliano scompare all'orizzonte. Davanti abbiamo 30 miglia di mare al traguardo. Tutto sembra ok ma a 10 miglia da Porto S. Margherita il vento va giù a 1 n. Si procede al buio, con temporale davanti e con il pensiero che Conegliano ci possa passare a dritta. Ma alle 1,30 la boa davanti al Livenza è passata. Il motore del Giro non parte. Allora tiriamo giù le vele, chiamiamo assistenza che ci viene portata in 15 minuti. Grazie ancora all'organizzazione. Il nostro soccorritore ci informa che siamo il primo Giro al traguardo. E' vittoria. Grazie ragazzi. Grazie Treviso Sailing Club. Grazie Bobadilla. Grazie New Light. Grazie Signore.
Arrivederci alla Duecento 2011, ma il nostro pensiero è alla 500 2011!
Roberto De March – Treviso New Light |
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