CINQUECENTO x 2

La 500, nata nel 1974, è parte della storia d’altura italiana ed è stata la prima regata a lunga percorrenza riservata a due membri d’equipaggio.

Dal 1994 è stata creata anche la 200.

Home arrow Io c'ero arrow 500x2 – 2009: Diario di bordo di Black Angel.
500x2 – 2009: Diario di bordo di Black Angel.

500x2 – 2009: Diario di bordo di Black Angel.

14 giugno ore 13.30, al via la 34^ 500 Thiénot Cup, usciamo per ultimi accompagnati dai pescherecci VITTORIO EMANUELE (PASTOR), PUNTA GALLO (ZANZE), DAMIANO (SARDEA).
Un’ora prima della partenza siamo stati seduti al ristorante Da Andrea a mangiare una spaghettata di molluschi e crostacei per rilassarci e concentrarci, intanto i nostri avversari erano in mare.
Alla partenza alle ore 15.00 il vento è da est-sud-est, con 5/8 nodi. Noi scegliamo di partire in barca giuria, mure a dritta, genoa leggero, dopo cinque minuti issiamo il gennaker per fare il cancello.
La partenza non è stata buona, dovevamo partire in boa, recuperiamo bene con il gennaker, però i nostri avversari diretti Blucolombre ci superano sopravento con lo spi. Roberto era a prua per issare il genoa, mi ha sgridato perchè i nostri avversari ci avevano superato, io sono stato un po’ sorpreso per la sua esuberanza, ho pensato siamo partiti da 15 minuti, è già così nervoso, chissà ora della fine…
Fatto il cancello, issiamo il genoa leggero, rotta Croazia Rovigno vento est-sud-est, 4/6 nodi, siamo in buona posizione sopravento e stringiamo bene l’angolo .
Ci rilassiamo, adesso siamo in regata.
Roberto mi chiede scusa, io non gli do tanta importanza, gli dico “tutto sotto controllo”.
Siamo fuori Punta Tagliamento, teniamo la stessa rotta, il vento ha girato a sud ed è aumentato a 8/9 nodi. Ci prepariamo a issare il genoa medio, pensiamo che di notte sia più gestibile. Il gruppo si è diviso, le imbarcazioni più grandi sono sottovento, vicino alla costa croata, le altre sono più sopravento.
Cominciamo a bordeggiare, è notte e Roberto è un po’ preoccupato per il vento, vorrebbe issare l’olimpico ma aspettiamo, mangiamo. Faccio due filetti di carne al sangue, patatine beviamo birra.

Finalmente issiamo l’olimpico, il vento è da sud-sud-est, 12/16 nodi. Siamo sempre più vicini alla costa, abbiamo perso il contato visivo di quasi tutti, ci sta sopravento solo Blucolombre che ci marca stretti. Presto arriva il buio, il cielo è stellato, cominciamo a guadagnare bene sul nostro avversario e siamo a 100 metri dal faro Porec, passiamo in mezzo alle secche, alla mattina presto siamo sul Quarnaro e puntiamo Susak. Il vento è sempre lo stesso, giù a bordi, il bordo più lungo è quello a sinistra, si vedono poche imbarcazioni, circa 3/4 miglia da noi sopravento.
Susak è circa a 10 miglia, ascoltiamo al vhf i passaggi delle imbarcazioni e ci rendiamo conto che siamo in una bella posizione. Il vento sta aumentando, siamo indecisi se mettere l’olimpico, teniamo duro, sotto il promontorio il vento viene giù a raffiche di 16/20 nodi, io sono sotto coperta che sto preparando il caffè e sento un urlo…esco e vedo Andrea Carloni che ci scatta delle foto, lo saluto e lui ci augura buon vento, noi classica risposta. Allo stop orario facciamo quattro conti, siamo sesti in reale: bene, abbiamo lasciato i nostri avversari indietro. Decidiamo ti stare più vicino alla costa, il sole è già alto, cominciamo a prepararci per difenderci dalle scottature con creme ad alta protezione su viso, orecchie, mani, in breve diventiamo bianchi, con le maglie a maniche lunghe e i cappellini bianchi sembriamo due pupazzi di neve. Con 35 gradi è una strana sensazione! Il vento è calato, cominciamo a fare rotta sulle Tremiti e ci allontaniamo dalla costa, senza dimenticare malgrado la tensione, di nutrirci. Questa volta mangiamo “sarde in saor”, fatte dal mio amico cuoco Ciccio, non serve dire chi gliele ha procurate! Erano buonissime, Roberto mi ringrazia, fa bene ogni tanto staccare dalla regata.
Il giorno sta passando, siamo cotti dal sole, abbiamo sempre il vento di bolina. Vediamo all’orizzonte due imbarcazioni, non riusciamo a capire chi sono, sono troppe lontane. Siamo soli e ci prepariamo per la seconda notte, armiamo il gennaker perchè il vento sta girando a sud. Torno sotto coperta, mi “scremo”, preparo da mangiare: Roberto mi fa un sorriso, filetto al sangue, patatine, birra.
Cominciamo a pensare che bisogna fare dei turni di notte per riposare, l’adrenalina della partenza si è esaurita, adesso siamo in mezzo all’Adriatico, il nostro unico amico è il mare. Issiamo il gennaker, il vento ha girato a sud, 8/12 nodi, siamo in rotta. Roberto mi manda giù a riposare, sono passate circa due ore quando mi chiama e mi dice che c’è un pò di nebbia e vede una luce a prua, lo guardo e capisco che è stanco, così gli dico “Vai a riposare che il cielo è stellato!”, mi sorride e va sotto coperta. Poi mi accorgo che dobbiamo cambiare la vela, siamo troppo fuori rotta e dobbiamo stringere, devo chiamare Roberto, mi dispiace un po’, ha riposato solo un’ora. Issiamo il genoa leggero e cominciamo a fare bordi a turni di un ora, siamo in mezzo all’Adriatico, lo scandaglio non funziona, abbiamo superato i 150 metri e vediamo molte luci forti. Roberto credeva fossero dei pescatori, gli spiego che sono delle lampare, in dialetto “sacaeve”, così comincio a raccontargli le mie avventure da ex-pescatore e intanto passa la seconda notte. Di giorno la stanchezza la senti meno, passiamo dei pescherecci che pescano a strascico, li saluto e mi viene in mente la mia infanzia. Vediamo dei delfini, lo sapevo, sono sempre alla fine della rete purtroppo, stanno facendo razzia del pesce. I pescatori non li vedono come nemici, non li odiano anche se rubano il pesce, sono dei mammiferi molto intelligenti, riescono a capire che tipo di pesca stai facendo (che qualità di pesce prendi) e ti seguono.
Nel pomeriggio vediamo le Tremiti, a 14 miglia vediamo 5/6 imbarcazioni in regata, non riusciamo a capire chi sono, il vento tiene da sud-sud-est a 5/6 nodi, abbiamo su il leggero.
A circa 2 miglia dalle Tremiti sopravento, a circa 500 metri da noi, X-Plosion e Atame! ci hanno raggiunti, hanno recuperato tutto il vantaggio, circa un’ora, che avevamo su di loro. Ci siamo rilassati troppo, la vela non perdona e cominciamo a capire dove ci hanno presi e fare la nostra strategia (non posso raccontarla!).
Alla radio vhf sentiamo i passaggi: Atame! passa prima di noi, dietro c’è X-Plosion, la barca gemella della mia IMX38, dobbiamo tenerla d’occhio.
Il vento rinforza da sud-est, ci prepariamo, siamo quasi in rotta e siamo i più sottovento del gruppo Atame!, Blucombre, X-plosion, X40 ecc.
Stasera finiamo le “sarde in saor”, la notte si presenta brutta, c’è un fronte freddo il vento arriva da est, 18/20 nodi con raffiche da 25. Diamo una mano e teniamo l’olimpico, siamo al limite, infatti vediamo X-plosion che da la seconda mano e lo superiamo.
Ci alterniamo al timone e alla scotta della randa, pronti a lascare alla raffica, Black Angel tiene, piove a dirotto da dar fastidio agli occhi e dopo la tempesta arriva la calma piatta, siamo fermi. L’imbarcazione fa 360°, per noi velisti questa situazione è molto critica, perchè puoi perdere tutto il vantaggio che hai con tuoi avversari.
Ci concentriamo al massimo, saltiamo i nostri turni di riposo, la barca naviga da uno a due nodi, il sole è ormai alto e decidiamo di tirare fuori tutto il vestiario fradicio ad asciugare: è tornata l’estate! Ci guardiamo intorno, dobbiamo prendere una decisione: che rotta fare? Il vento è a 2 nodi, i gradi variano molto, prendiamo la decisione di stare in mezzo al gruppo, vediamo che ci sono sottovento vicino alla costa croata,
quattro/cinque imbarcazioni e così anche sopravento. E’ tardo pomeriggio, abbiamo perso il contato visivo delle imbarcazioni sopravento che hanno fatto la scelta giusta e sono le nostre dirette concorrenti, hanno indovinato il bordo. Susak è a circa dieci miglia, il mare è calmo, il vento sui 3 nodi. Sappiamo che avvicinandoci all’isola troveremo difficoltà nel passarla con questo tempo siamo e un po’ giù di morale, dopo tre giorni e tre notti passati in testa al gruppo, ci troviamo dietro, sentiamo i passaggi per la radio vhf, sono distacchi di circa 2 ore, è dura. Passata Susak il vento è aumentato a 10/12 nodi da nord-est: si presenta una notte da non mollare, dobbiamo far correre Black Angel, i turni di riposo non li facciamo e andiamo avanti così tutta la notte. Ci siamo: è l’alba ormai, il Quarnaro è alle spalle, vediamo vicino a noi X-plosion, siamo contenti, abbiamo recuperato e adesso ce la giochiamo.
Roberto li vuole marcare, io sono un pò dubbioso, il vento sta calando, mancano circa 80 miglia all’ arrivo e fare match-race per 80 ore di navigazione mi sembra una follia.
Lo accontento, anche perchè non riesco a vedere altre imbarcazioni, mi rassegno, magari salta fuori un secondo posto di classe. Dopo infinite virate li superiamo, il sole ci sta bruciando, siamo stanchi, andiamo in cerca di un refolo di vento, la nostra costanza ci sta ripagando, stiamo guadagnando.
X-plosion è a circa 500 metri, il vento sta girando a sud-sud-ovest, è la termica della costa italiana. L’adrenalina ci tiene svegli, sentiamo il traguardo vicino dobbiamo stare concentrati, decidiamo di issare il gennaker. Black Angel naviga a 6/8 nodi, cominciamo a vedere altre imbarcazioni a prua e siamo a 10 miglia da Caorle.
Roberto è al timone ormai da 8/10 ore, gli chiedo “Sei stanco? Ti do il cambio?”, lui non mi risponde, è come ipnotizzato dal mare, mi concentro per tenere sempre bello gonfio il gennaker e tenere sott’occhio X-plosion, sentiamo la radio degli arrivi: Blucolombre è arrivato, mi ricordo il tempo in compensato che mi doveva l’anno prima, riferisco a Roberto e lo vedo sempre più caricato, forse ce la facciamo se tiene il vento…ho il cuore in gola, non riesco a stare fermo non so dove trovo tutta questa energia, ci sono ancora 6 miglia al traguardo, ormai X-plosion non ce la fa più a raggiungerci, però sono stati bravi, non hanno mai mollato e abbiamo fatto 80 miglia di match-race. Sìììììììì! Arrivati! Tiro giù con le ultime forze il gennaker, Roberto mi abbraccia, mi salta addosso, vediamo i nostri avversari di Blucolombre che ci aspettano al traguardo che strano, gli chiedo se hanno preso i tempi ma non mi rispondono. Mi viene in mente che forse abbiamo vinto, vado sotto coperta prendo la bottiglia di Champagne Thiénot, sento il mio amico Gian che ci da la conferma: siamo primi! Vado fuori, Roberto si lancia verso di me mi abbraccia, stappiamo lo champagne, siamo stanchi morti ma felici!
E’ stata una regata dura per le diverse condizioni di tempo e gli per avversari, tutti bravi, alla fine abbiamo vinto dopo 500 miglia solo per 6 minuti, e questo dice tutto.
Ci vediamo alla prossima 500x2.

Black Angel – PAOLO STRIULI
 
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